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Quando la Realtà Aumentata entra in sala operatoria

13 Novembre 2019
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Si tratta di un visore, che guiderà con sicurezza la mano del chirurgo negli interventi più complessi, ed è ormai in dirittura d’arrivo. Le prime simulazioni sono già state effettuate con successo nei laboratori Endocas dell’università di Pisa, e gli step successivi sono già in agenda. 

 

 

Nei prossimi mesi al Sant’Orsola di Bologna l’équipe di Claudio Marchetti e Giovanni Badiali effettuerà il primo intervento di chirurgia maxillo facciale. Subito dopo, a Berlino, ne verranno eseguiti altri in neurochirurgia e otorinolaringoiatria. 

 

Il progetto europeo Vostars, durato tre anni, ha coinvolto quattro Paesi (Italia, Francia, Germania e Inghilterra), è stato coordinato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa (DII), e aveva lo scopo di introdurre la realtà aumentata in sala operatoria per garantire interventi di precisione millimetrica.

 

“Oggi, grazie a tecniche radiologiche tridimensionali come la Tac o la risonanza magnetica, il chirurgo ha già un modello preciso delle condizioni che dovrà fronteggiare durante l’intervento”, spiega Vincenzo Ferrari, ricercatore di ingegneria biomedicale del DII e coordinatore del progetto europeo Vostars. "Utilizzando queste immagini il chirurgo, grazie un particolare software, può mettersi di fronte al Pc e pianificare l’intervento in base alle particolarità anatomiche del paziente. Così facendo già ora è possibile pianificare con precisione il percorso chirurgico. Programmare ad esempio la ricomposizione di fratture scomposte, o intervenire in qualsiasi altra situazione riducendo al minimo i danni collaterali a tessuti sani. Vostars arriva qui: traduce la pianificazione realizzata dal chirurgo a tavolino in una vera e propria mappa 3D che guida il suo bisturi in tempo reale. 

 

Il visore proietta la pianificazione 3D sotto gli occhi del chirurgo, allineandola con l’anatomia del paziente”, continua Ferrari. E supporta il chirurgo per tutta la durata dell’intervento. Un’analogia comprensibile può essere il taglio di un’anguria: il visore Vostars è in grado di mostrare la traiettoria per togliere i semi, perché fa vedere dove sono e consente di toglierli con una minima invasività. 

 

L’uso della realtà aumentata su visori indossabili è una linea di ricerca su cui spingono la ricerca universitaria e grossi player mondiali del settore, perché permette di rendere la chirurgia più intuitiva e accurata”. 

Ma il progetto Vostars è riuscito a mettere a punto alcuni vantaggi competitivi: comfort per il chirurgo insieme all’accuratezza necessaria all’intervento. “La visualizzazione, grazie ad un display trasparente, è praticamente identica a quella di una lente d’occhiale e dunque il visore può essere indossato a lungo”. Quando poi è necessaria una precisione estrema: “L’occhiale si oscura e si vede l’immagine attraverso una telecamera montata sul visore”. 
 

I visori per realtà aumentata per ora vengono sperimentati in ambito chirurgico: “ma il loro potenziale è enorme anche in ambito industriale”.Pensiamo solo al supporto che possono fornire per riparazioni o operazioni di assemblaggio. Ci sono anche possibili applicazioni nella vita quotidiana come il montaggio di un mobile tanto per fare un esempio. Se ci guidasse Vostars tutto sembrerebbe un gioco da ragazzi. 

Info: https://www.vostars.eu/